
Negli ultimi anni la figura del Preposto è diventata centrale nella sicurezza sul lavoro: non è un semplice “capo squadra”, ma un soggetto con obblighi concreti di vigilanza.
La Cassazione Penale, Sez. IV, sentenza n. 23049/2024 ha ribadito un principio fondamentale: la “prassi aziendale” non giustifica comportamenti non sicuri. Se in azienda si instaura un modo di lavorare contra legem, la vigilanza deve essere reale ed efficace, e non può limitarsi a “far finta di non vedere”.
In linea con questo orientamento, la giurisprudenza (es. Cass. Pen. Sez. IV, n. 46855/2023) evidenzia che il preposto deve intervenire immediatamente e, se necessario, interrompere l’attività quando esiste un rischio grave.
Il preposto deve essere scelto correttamente e formato in modo serio (corso 12 ore + aggiornamento 6 ore ogni 2 anni), perché “chiudere un occhio” può trasformarsi in responsabilità anche penale.

